Benzina, Gpl o metano, qual è la versione migliore di 500?

Scritto da Anna C. on feb 13, 2017 | Lascia un commento

Prestazioni o risparmio? È questo il dilemma che attanaglia al momento della scelta della alimentazione di un’auto, e la nostra amata 500 non fa differenza: ecco alcuni dati che possono rendere più chiara la differenza tra le varianti a metano e a benzina.

Ecologia e attenzione ai consumi da un lato, prestazioni dall’altro: quale piatto della bilancia pende maggiormente? La scelta, è ovvio, dipende dalle nostre abitudini e dalle nostre valutazioni, ma è qui che si gioca la differenza tra le varie alimentazioni delle auto, comprese le nostre 500 e 500L. Insomma, è impossibile decidere a priori e in senso astratto se sia meglio la versione benzina o quella a gas, eppure qualche dato certo c’è.

Il confronto sui consumi. Partiamo subito da un confronto diretto dei consumi: gli esperti del sito omniauto, infatti, hanno testato le prestazioni di due modelli di 500, per la precisione la versione 500 alimentata a GPL e quella invece che utilizza la tradizionale benzina, che sono state guidate per i 360 chilometri della Roma-Forlì. Secondo quanto riportato negli articoli, la Fiat 500C 0.9 TwinAir Turbo 85cv Cult ha risultati complessivamente buoni, vantando una percorrenza di 20 km/l e circa 24 euro di spesa (consumando 5 litri ogni 100 km).

Come va la 500 a gas? Molto inferiori ovviamente i costi della variante a gas, la Fiat 500 1.2 69 CV EasyPower che, pur scontando una potenza ridotta di 69 CV, garantisce un consumo medio di 6,39 l/100 km di gas, pari a 15,65 km/l, con una spesa per il portafogli inferiore agli 11,50 euro. Tuttavia, gli esperti non mancano di sottolineare alcune caratteristiche “problematiche” di questo modello, come la disomogeneità della rete distributiva sul territorio italiano, la riduzione dello spazio nel bagagliaio per la presenza della bombola, la mancata indicazione nella strumentazione del consumo e del livello attuale di Gpl.

Fonte foto: http://omniauto.it/

Il caro metano. In realtà, non bisogna dimenticare che la gamma della 500 conta anche sulla versione 500L Natural Power, alimentata a metano, che sullo stesso tragitto tra Roma e Forlì genera una spesa di 14,35 euro per il metano, che in termini di efficienza pura si traducono in un consumo medio a metano di 4,06 kg/100 km, piuttosto lontano dalle performance più “economiche” di auto dirette concorrenti di segmento.

Metano o Gpl? Riducendo tutto a una mera questione economica, allora, si potrebbe dire che il gas batte la benzina in quanto a convenienza, e di sicuro questa conclusione è tutt’altro che inattesa. Molto più interessante è invece l’aspetto “ecologico” di questa scelta, un fattore che sta diventando di stretta attualità, e soprattutto la differenza tra i due principali tipi di alimentazione a gas: come si legge sul portale Idee Green, punto di riferimento in Italia per le tematiche ambientali, il metano è meno inquinante del Gpl, ma anche meno diffuso e più costoso.

Arrivano gli incentivi. Di sicuro, però, entrambi i gas si rivelano più “green” della vecchia benzina, e dall’attualità arriva un’importante notizia che potrebbe convincere altri automobilisti a convertirsi a un’alimentazione alternativa: sono infatti stati confermati anche per quest’anno gli incentivi per la trasformazione delle proprie auto in veicoli a gas. Nel dettaglio, le conversioni a metano o Gpl sono consentite sia per auto private a benzina che su veicoli commerciali a benzina o gasolio, con quattro diversi importi di contributo.

Come funziona l’intervento. Chi vuole montare un impianto Gpl un’auto privata a benzina Euro 2 o 3 ha diritto a 500 euro, 350 a carico del fondo ICBI e 150 a carico dell’officina richiedente; chi invece, per lo stesso mezzo, opta per il metano la somma beneficerà di 650 euro (500 dall’ICBI e 150 dall’officina). La principale controindicazione è che i fondi sono disponibili fino a esaurimento, con un plafond non molto ricco; inoltre, non è una campagna nazionale ma riservata solo ai comuni che decidono di aderirvi, ovvero 674 località in tutta Italia, come si legge sul portale Ecogas (www.ecogas.it), dove sono riportati anche i requisiti per richiedere l’intervento.

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