Circuito di alimentazione Mosfet

Scritto da Faffo on mar 12, 2010 | Lascia un commento

Il circuito alimentatore è fondamentale per le prestazioni di qualsiasi amplificatore. L’alimentazione di un’auto ha, di solito, un voltaggio compreso fra i 12 e i 14V. Ciò restringe la potenza massima erogabile ad un massimo teorico di circa 50 W, con un carico di 4 ohm. Per aumentare la potenza d’uscita, è necessario aumentare la tensione dell’auto usando un alimentatore di potenza. Per questo, la maggior parte degli amplificatori è dotato di un’alimentazione MOSFET regolata a PWM (modulazione ad ampiezza di impulso).

Ciò significa che l’amplificatore può controllare la propria alimentazione e inviare così una dose di corrente supplementare agli altoparlanti per compensare eventuali cali di tensione causati da altri carichi elettrici all’interno dell’auto (per esempio, l’accensione dello sbrinatore). In questo modo, l’alimentazione regolata garantisce agli altoparlanti il massimo della potenza in condizioni operative reali. Il MOSFET eroga maggiore potenza generando meno calore, abbassando cosi la resistenza. E grazie ad una maggiore stabilità termica é possibile ottimizzare le prestazioni alle massime temperature di funzionamento. In conclusione, grazie all’alimentatore a MOSFET, gli amplificatori possono fornire una potenza mai vista prima! Il sistema di alimentazione intelligente ottimizza le prestazioni dell’amplificatore dal momento dell’accensione a quello del suo spegnimento.

Quest’esclusivo circuito gestisce costantemente le prestazioni dell’amplificatore, prevenendo la comparsa di impulsi all’accensione ed allo spegnimento, regolando l’energia erogata dall’alimentatore PWM a MOSFET e assecondando pure l’erogazione di potenza imposta dalle note basse più poderose. I condensatori inseriti nel circuito di alimentazione garantiscono una riserva di energia per i momenti di massimo sforzo. Se non ci fossero, molti amplificatori entrerebbero prematuramente in distorsione. Negli amplificatori High level, non solo ciascun canale è dotato dei propri condensatori, ma questi sono ottimizzati in base al modello. Inoltre, tutti gli amplificatori High level utilizzano trasformatori toroidali a bobine parallele, i quali offrono, rispetto ai normali trasformatori toroidali, un miglior innalzamento di tensione ed una minor dispersione di flusso magnetico, il che riduce il tasso di rumore del sistema.

Caratteristiche generali
Sensibilità:Si definisce sensibilità d’ingresso di un amplificatore, quella tensione che verrà applicata ai suoi morsetti d’ingresso affinchè l’amplificatore effettua il suo lavoro di amplificazione in modo corretto.
Impedenza d’ingresso: Definiremo impedenza d’ingresso, la resistenza elettrica, che presenta l’entrata del dispositivo, al segnale che verrà applicato al suo ingresso.
Rapporto segnale/disturbo: Affinchè si possa ricavare questa caratteristica, dovrà essere misurato il segnale che si presenta all’uscita dell’ampli. ( senza nessun segnale in ingresso ) , ricavando dei piccoli livelli di tensione, che non è altro che “rumore”. Questo parametro che viene dato ai costruttori può essere espresso sia in microvolt ( non oltrepassando un µV), o dal rapporto segnale rumore S/N ( dovrà essere almeno superiore ai 80dB).
Risposta in frequenza:La risposta in frequenza è la diminuzione di -3dB, rispetto al valore di centro banda (riferimento 0dB), agli estremi della retta parallela all’asse orizzontale sul quale sono riportate le frequenze
Potenza Nominale: E’ la potenza espressa in Watt rilevata su un canale con un determinato carico ( di solito 4 Ohm) contenendo il livello di distorsione sotto ad una certa soglia ad una certa frequenza (di solito 1KHz). Quindi per indicare la potenza dell’amplificatore ricorreremmo ai Watt in “RMS”, ed è la sola che dovrete dare importanza al momento dell’acquisto di un ampli.
Watt RMS-Musicali-Picco/Picco
La prima domanda che chi aquista un amplificatore rivolge al venditore riguarda la potenza di uscita,cioè i watt erogati.
Non tutti sanno che la potenza può essere espressa in:
watt RMS(ROOT MEAN SQUARE)
watt MUSICALI
watt PICCO/PICCO

Se allo stesso prezzo venissero proposti 3 diversi amplificatori con queste potenze:
20 watt rms
40 watt musicali
160 watt picco/picco
l’acquirente più sprovveduto sceglierebbe quello da 160 watt picco/picco ritenendolo molto più potente degli altri due e non immaginando che in realtà tutti e tre erogano la stessa potenza.
L’abitudine a indicare potenza in watt in maniera poco trasparente spesso abbaglia gli acquirenti meno esperti.
Per convertire i watt rms nelle altre due potenze si devono eseguire queste operazioni:
watt rms*2=watt musicali
watt rms*8=watt picco/picco

Un amplificatore da 20 watt rms può quindi essere indifferentemente dichiarato ,senza essere accusato di falso,da 160 watt picco/picco oppure da 40 watt musicali.

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