Come rimanere bloccati nella neve a cinque passi dal mare!

Scritto da Kine on mar 16, 2010 | 8 Commenti

Addì, 10 marzo 2010, è una settimana che il meteo sbandiera una perturbazione proveniente da occidente che porterà freddo e neve. Dopo aver deriso per giorni i meteorologi, che volenti o nolenti non sono proprio affidabili, e avendo già assaporato l’arrivo del disgelo e del primo tepore, grazie a giornate miti e soleggiate, ecco che vengo prontamente richiamato all’ordine; e che ordine. Ma è meglio se inizio a raccontare questa favella partendo da martedì 9 marzo.

Per un giorno intero soffia una tramontana degna di Trieste, che sferza la città e verso sera fa provare l’ebbrezza del vuoto a più di qualche cartellone pubblicitario. Al grande vento segue un veloce ammassarsi di cumuli bassi e grigi, carichi di neve.

La mattina seguente, 10 marzo, la sveglia suona come al solito presto (l’università chiama) e, dopo aver superato il breve shock del peggiore rumore del mondo, decido di alzare la tapparella per vedere se qualche fiocco aveva avuto l’apprezzabile idea di perdere quota. In effetti si. Tanti fiocchi, anche se di neve bagnata, ma non troppo da permettere ai treni di arrivare puntuali e quindi al sottoscritto di seguire scienza politica e storia contemporanea all’università.

Temporeggio un po’ in attesa che la neve inizi ad attecchire bene e decido sul da farsi.

Ore 9:48 “Free Spirit chiama Kine, Kine rispondi. Il piano della mattinata è andare a Jesolo (località di mare) per fare delle foto alla spiaggia innevata.” “Ricevuto, ti aspetto da me, passo e chiudo.”

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Tiro fuori la 500 dal garage e assaporo lo scricchiolio delle Pirelli Winter SNOWCONTROL che fanno presa sulla neve in cortile e tutto questo mi mette ancor più di buon umore.

Mano a mano che ci avviciniamo a Jesolo la neve si fa sempre più asciutta e il paesaggio più bianco e invernale. La strada è stranamente scorrevolissima, sono più i veicoli finiti nei fossi che quelli sulla carreggiata, cosa che ci fa riflettere, ma giusto due o tre secondi, poi il nostro ritmo si fa più sostenuto per arrivare in tempi accettabili. Superiamo Jesolo e ci dirigiamo verso la spiaggia che avrebbe fatto da set fotografico.

La strada per arrivarci e ricca di rondò di varie dimensioni e completamente innevata e sgombra. C’è più vita in un cimitero che in una località di mare d’inverno. Ho citato le rotonde perché su di esse testiamo esaustivamente la tenuta del cinquino.

Un sottosterzo molto insistente non tarda a manifestarsi e nonostante l’intervento dell’angelo ESP, devo gestirlo togliendo il piede dall’acceleratore e manovrando come si deve, onde evitare di finire fuoristrada. Sia chiaro che la colpa di questa tendenza ad allargare la traiettoria è dovuta totalmente a questo tipo di neve “da pianura”, infatti in montagna un sottosterzo del genere è molto meno riscontrabile.

Le ultime curve rimaste decido di affrontarle diversamente: via di freno a mano e sovrasterzo. La differenza a livello di divertimento è un po’ quella riscontrabile tra guidare un’Audi A6 e una BMW Serie 5. A buon intenditor poche parole.

Arriviamo finalmente all’imbocco della spiaggia: una leggera salita sabbiosa con uno strato di neve di circa cinque centimetri. Mi sento spavaldo come Tex Willer davanti al solito pistolero sfigato e decido di avvicinarmi al mare direttamente in macchina, anche rassicurato dal fatto che la macchina si muove agilmente e non accenna ad impiantarsi.

Mi fermo e iniziamo a scattare un po’ di foto da diverse angolature. Il paesaggio è degno di essere menzionato: se d’estate non fa certo gridare al miracolo, nel periodo invernale piace. Regna una pace sovrana e il contrasto tra i bianchi frangenti, l’acqua bluastra, il grigio scuro del cielo e la neve bianca sulla spiaggia fa sembrare tutto un idilliaco quadretto senza tempo dimenticato nella soffitta di un cottage inglese abbandonato.

Contenti dei risultati fotografici decidiamo di spingerci verso punta sabbioni per nuovi scatti. Metto in moto, innesto la prima marcia e parto. Anzi resto fermo. Le ruote sono completamente bloccate tra la neve e la sabbia. Pur sapendo che è la peggior cosa da fare, preso dall’ira do gas di violenza, ma la 500 non si muove di un millimetro e inizio a sentire un fastidiosissimo odore di frizione sottosforzo, al che spengo il motore e scendo a controllare.

Gran bella situazione. Le ruote motrici sono talmente sepolte che potrebbero essere morte e il telaio è incastrato nella neve. Insomma la macchina è sprofondata e non c’è anima viva a cui chiedere aiuto. Siamo in una di quelle tipiche situazioni in cui alla fine di tutto inizi a credere a Dio, oppure scomodi dall’inizio gran parte (se non tutti) dei santi del paradiso. Non posso dirlo con certezza ma mi sembra di aver optato per la seconda.

Bisogna scavare e tanto. Vado a cercare qualche arnese utile mentre Kine controlla la macchina e me ne torno armato di un mini badile pieghevole arrugginito e di un utilissimo remo. Diamo il via al movimento terra. Il lavoro da fare è tanto, ma tra una battuta, qualche (mia) imprecazione e altri insulti a persone più o meno care riusciamo a liberare la parte anteriore dell’auto.

Riaccendo il motore, vengo cullato dalla sinfonia del 12 cilindri biturbo AMG – magari! -, e provo a muovermi. Nonostante l’ottimo lavoro di scavo, la macchina si impianta quasi subito. Faccio appello alle mie discrete conoscenze del mondo dell’offroad e giungo all’unica conclusione possibile. Bisogna trovare qualcosa da mettere sotto le ruote affinché facciano aderenza. In gergo tecnico si chiamano piastre e sono di alluminio o kevlar, le nostre però sono di carta. Si, sto parlando di alcuni libri che avevo casualmente in bagagliaio e che, ora come ora, potrebbero esserci molto utili.

Liberiamo il più possibile il telaio, prepariamo due piani di sabbia compatta sotto le ruote motrici e vi piazziamo sopra dei libri. Siamo abbastanza fiduciosi, salgo e, dopo aver staccato il controllo di trazione, parto. I libri vengono sbalzati via a velocità folle e ridotti in poltiglia.

Dopo questo ennesimo fallimento tecnico, ma non teorico, non abbiamo la più pallida idea di come agire. Ci servirebbe un piano compatto, duro e su cui le ruote facessero aderenza. Il problema è dove trovare qualcosa del genere. Il posto è desolato, villaggi completamente vuoti, le chiavi di casa del mare le ho lasciate a Mestre, perché non avrei mai pensato di dover entrare per prendere qualcosa in pieno inverno, e non c’è anima viva in giro. Andiamo in perlustrazione e miracolosamente dopo pochi metri troviamo delle lastre di legno grandi e robuste. La soddisfazione è tanta e ci fiondiamo a scavare per preparare la via di fuga. Dopo aver mosso chili e chili di sabbia sembra essere tutto pronto. Metto in moto, disattivo il controllo di trazione e… va!

La macchina si avvia e procede, per pochi metri, fino a quando le lastre di legno l’aiutano; poi bisogna ripetere la stessa procedura: scavare, piazzare e lastre e poi avanzare fino a quando si può. Continuiamo così per due ore e mezza e finalmente le ruote toccano l’asfalto.

Nonostante la bufera di neve che imperversava e il freddo siamo accaldati e affamati. Ripartiamo e, dopo le ultime veloci foto in punta, ci fermiamo in un drive in di provincia di una nota catena, unica alternativa al morire di fame. Mangiamo del cibo spazzatura e stanchi, ma soddisfatti, torniamo a casa.

Morale. Se volete fare i pistola su sabbia innevata, come minino assicuratevi di avere una buona trazione integrale, almeno un blocco sui differenziali e gomme tassellate.

Shaka Brah fratelli cinquecentisti.

Vi auguro la pace interiore.

NP

Altre foto le trovate QUI e QUI.

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8 commenti

  1. MisSGio8LC scrive:

    aahahah siete stati fantastici =)

  2. Sound scrive:

    La prima foto sembra che la 500 sia arrivata dalla spazio…e un alieno curioso ci vuole entrare!!!

  3. Shaggy scrive:

    a voi la parigi dakkar vi fa un baffo XD ghghgh

  4. simed scrive:

    Che roba!!! Siete troppo matti …..

    P.s.: complimenti per la forma con cui hai raccontato la faccenda!!!

  5. mismooo scrive:

    Bella avventura, Jesolo d’inverno a volte mi manca… anche se si sta meglio a Nizza ;-) Viva la 500 e viva i mestrini!

  6. espressok1 scrive:

    ti ammmiro!! :-)

    w la 500!!!

  7. filloz scrive:

    magnifico!!!! ;D

  8. Tinto Brass scrive:

    complimenti per esserti avventurato su sabbia..per lo più innevata! forse avevi dimenticato che guidavi una 500..(citycar) e non un fuoristrada! ;-)
    P.S. mi è piaciuto molto nella maniera come è stato descritto il racconto, bravo!!

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