Dal Grand Voyager alla Grande Punto: ecco quali fabbriche Chrysler accoglieranno le Fiat

Scritto da Bobby on apr 21, 2009 | Lascia un commento

Una cosa è certa: qualora dovesse andare a buon fine il flirt tra Fiat e Chrysler, molte fabbriche nordamericane del gruppo di Auburn Hills andrebbero incontro ad una riconversione produttiva, al fine di accogliere le nuove linee di montaggio dei modelli Fiat e Alfa, che poi daranno vita a tutta una inedita stirpe di medie e compatte commercializzate anche con i brand Chrysler e Dodge.

Tra le fabbriche candidate ad ospitare l’eventuale produzione di queste nuove auto ci sono quella di Windsor in Ontario (Canada), quella di Toluca in Messico e quella di Belvidere in Illinois. La fabbrica canadese, in particolare, è quella che produce la Chrysler Grand Voyager e la sua fallimentare “figlia” tedesca, la Volkswagen Routan.

Secondo Automotive News qui si svolgerà la produzione delle Alfa Romeo MiTo destinate all’America e quella della compatta Chrysler di segmento B, che dovrebbe derivare, proprio come la sorellastra del Biscione, dalla Fiat Grande Punto. Il grande monovolume Chrysler cederebbe il passo dunque alle piccole italiane, spostandosi a Toledo, in Ohio. Ma ci sono altri sviluppi in questa grande riorganizzazione.

La fabbrica messicana di Toluca infatti, che oggi produce la Dodge Journey, dovrebbe trasformarsi nella casa americana della Fiat 500 e di un nuovo, piccolo SUV Jeep basato sulla Panda 4×4. Infine, lo stabilimento di Belvidere in Illinois, che attualmente sforna Jeep Compass, Jeep Patriot e Dodge Caliber, dovrebbe diventare una sorta di centro nevralgico dell’intera produzione nordamericana delle due alleate.

Da qui infatti nasceranno la prossima Jeep Cherokee ed il SUV Alfa Romeo sviluppato sulla sua base, le prossime Chrysler Sebring e Dodge Avenger e soprattutto le Alfa Romeo Milano e Giulia destinate ai mercati d’Oltreoceano. Si tratta di prospettive affascinanti, ma il costo economico per compiere questo enorme spostamento produttivo sarà molto alto.

Si può stimare infatti che riconvertire ognuna delle tre fabbriche costerà almeno 500 milioni di dollari. Ma qualora i sindacati -soprattutto quelli canadesi- dovessero fare un passo in direzione delle richieste di Marchionne, spianando così la strada a questo matrimonio, il governo americano potrebbe considerare un ulteriore incentivo finanziario in favore di Chrysler, contribuendo in parte alla buona riuscita di questa riorganizzazione.

Fonte: autoblog.it

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