Elkann: vogliamo creare un’azienda europea

Scritto da Bobby on mag 08, 2009 | Lascia un commento

«L’importante è guardare al di là dei confini nazionali e creare un gruppo automobilistico forte, con prospettive di lungo periodo». John Elkann, vicepresidente della Fiat, spiega agli studenti dell’Università di San Gallo, in Svizzera, la logica dell’alleanza con Chrysler e del progetto di matrimonio con la Gm Europe. «La sfida è quella di creare un’azienda veramente europea. Altri settori, come quello dell’acciaio, hanno dimostrato che si può fare».

La sfida è assolutamente coerente con il tema scelto quest’anno per il Simposio di management organizzato dall’Università di San Gallo: la “Rinascita dei confini politici ed economici”. Il convegno, organizzato dagli studenti della locale università e che vede la partecipazione di centinaia di studenti e manager da tutto il mondo, è anche una tradizione per i vertici del gruppo Fiat: qui hanno già parlato, negli anni scorsi, Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne. John Elkann ha partecipato a una tavola rotonda dal titolo “Creare un futuro industriale”.

A conferma della caratteristica paneuropea del futuro gruppo, Elkann ha esplicitamente citato «il grande impianto in Spagna di Gm» o «le grandi capacità ingegneristiche nella regione scandinava», ma si è rifiutato di fornire dettagli sulle trattative in corso; «è troppo presto» per parlare di possibili tagli agli stabilimenti o di punti importanti di un eventuale accordo, come il peso che avrà l’azionista Exor in un futuro maxigruppo europeo. Stessa risposta alla questione di chi comanderà nel nuovo gruppo. A chi gli chiedeva chiarimenti, in qualità di presidente di Exor – la società della famiglia Agnelli che detiene la partecipazione pari a poco più del 30% in Fiat – sul possibile impegno finanziario che potrebbe derivare dal progetto di fusione tra il Lingotto e le attività europee di General Motors, Elkann ha risposto: «Non abbiamo mai escluso la possibilità di partecipare finanziariamente all’operazione. Nel caso si ponesse questa ipotesi, la valuteremo con attenzione».

Nel suo discorso agli studenti, Elkann ha ripercorso brevemente le tappe che dalla metà del 2008 hanno portato alla scelta strategica di conferire Fiat Auto a un gruppo più grande: partendo dal petrolio a 150 dollari dell’estate 2008 e dall’impennata dei prezzi delle materie prime, «che hanno compresso i nostri margini, visto che non avevamo alcun potere sui prezzi», per arrivare al crollo dei mercati, che «ci ha imposto di adattarci». La strada scelta dal Lingotto, è noto, è quella del consolidamento. Elkann la spiega così: «è molto meglio lavorare su piani a lungo periodo che cercare soluzioni di autoconservazione nel breve termine». Dopo la raffica di domande degli studenti, se ne va su uno dei 35 esemplari di 500 presenti quest’anno tra il parco delle navette, a fianco di berline ben più voluminose. Sulla fiancata della piccola Fiat è riportata una citazione dell’ex segretario Onu Kofi Annan: «Non serve essere grossi per essere grandi».

Fonte: ilsole24ore.com

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