Fiat, Marchionne: a rischio 60.000 posti di lavoro

Scritto da Luca on gen 27, 2009 | 2 Commenti

Scenario cupo in Italia se non dovessero arrivare gli incentivi alla rottamazione (che il ministro Calderoli ha appena bocciato): a rischio potrebbero essere 60.000 posti di lavoro. Il calcolo è della Fim-Cisl che sottolinea come il settore ‘automotive’ (auto, camion, autobus e in generale la produzione di mezzi di trasporto su ruote) ha registrato un calo della domanda del 20%.
La conferma è arrivata anche dall’amministratore delegato della Fiat: “Il rischio – ha spiegato Sergio Marchionne – che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale. Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell’auto, che sta vendendo il 60% in meno dell’anno scorso”.


“Non si tratta di aiutare la Fiat – ha concluso Marchionne – ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l’economia”. Quanto alle affermazioni del ministro Roberto Calderoli sull’intervento del governo, Marchionne si è limitato a dire: “Sono d’accordo, il sostegno deve essere dato a tutto il settore”.

I sindacati sono stati i primi a lanciare l’allarme: “Se questo calo diventa strutturale – ha spiegato infatti il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali entrando in un’assemblea alla Fiat Mirafiori carrozzerie proprio sulla crisi e sull’incontro con il Governo – i posti di lavoro a rischio potrebbero essere proprio questi indicati. Ci aspettiamo che il Governo metta in campo ecoincentivi all’acquisto e intervenga affinchè le produzioni italiane non vengano dismesse e trasferite all’estero”. Il Governo per mercoledì ha convocato insieme alle associazioni imprenditoriali anche Fiom, Fim e Fismic.

Vitali ha annunciato il presidio dei lavoratori della Fiat e dell’indotto davanti a palazzo Chigi mercoledì durante l’incontro con il Governo ma si è detto convinto che non sia tempo adesso di mettere in campo uno sciopero per il settore, in particolar modo per la Fiat. “Sarebbe sbagliato – dice – fare sciopero adesso perchè non ha senso una iniziativa di questo tipo in un’azienda nella quale 48.000 persone lavorano solo una settimana al mese perchè le altre tre sono in cassa integrazione”.

Fonte: repubblica.it

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2 commenti

  1. gold scrive:

    Il suo no si sicuro !!!!!!

  2. Bobby scrive:

    In questi ultimi anni, a livello di dirigenza Fiat, è l’unico che se lo merita. Se ci fossero stati i suoi predecessori, Fiat sarebbe fallita da un bel pò di tempo.

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