Fiat vola in Borsa su voci di alleanza a quattro con Chrysler, Tata e Peugeot

Scritto da Bobby on apr 01, 2009 | Lascia un commento

Vola a Detroit Sergio Marchionne, vola il titolo in Borsa: dopo le parole di apprezzamento di ieri del presidente degli Stati Uniti Obama sull’asse Chrysler-Fiat, il Lingotto, che tra aprile maggio farà ricorso ancora alla cassa integrazione a Mirafiori e Pomigliano, stringe i tempi sull’accordo e sbarca nella fredda città americana per incontrare sindacati, banche e vertici della Chrysler. Una mossa che vivacizza il titolo a Piazza Affari dove il Gruppo torinese ottiene un +10,31% a 5,27 euro.

Ma c’è anche chi crede che Marchionne non si fermerà al solo alleato americano. La Fiat, secondo lo scenario prefigurato oggi dal Financial Times, potrebbe ritrovarsi presto al centro di un’alleanza internazionale a quattro, con Chrysler, Tata e Peugeot. «Marchionne – ha spiegato l’editorialista Paul Betts – è pronto a parlare con tutti. Philippe Varin, il nuovo capo di Peugeot, potrebbe essere tentato.

Dopo tutto, ha risolto i problemi di Corus vendendola alla Tata. Anche il gruppo indiano produce auto e siede nel cda della Fiat. Se i Peugeot mettessero da parte l’orgoglio familiare, potrebbero forse prendere in considerazione l’ipotesi di essere un giorno parte di una partnership internazionale gigantesca dell’auto con Fiat e Tata e possibilmente Chrysler, le cui attività europee una volta appartenevano proprio a Peugeot».

Uno scenario, quello prefigurato dal prestigioso giornale inglese, al momento solo ipotetico che non trova conferme a Torino e nel resto dell’Italia. L’entusiasmo è solo per le parole di Obama e per l’accordo con la Chrysler anche se c’è chi, come Giorgio Cremaschi della Cgil, sottolinea che le prospettive occupazionali e produttive della Fiat restano ancora totalmente incerte e l’accordo con la Chrysler non cambia questo quadro. «Le parole che il Presidente Obama ha usato ieri nei confronti della Fiat – ha ribattuto Montezemolo – sono un importante riconoscimento per tutte le donne e gli uomini che in questi anni hanno lavorato duramente per far tornare la nostra azienda forte e credibile nel mondo. Credo che aver scelto la Fiat per aiutare il rilancio dell’auto americana possa essere motivo di grande orgoglio non soltanto per l’industria italiana ma per tutto il paese».

Anche il settore bancario ha apprezzato quanto accaduto ieri negli Stati Uniti. «Fiat – ha sottolineato oggi a Torino l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera – è sicuramente motivo di orgoglio e di interesse sotto tutti i punti di vista. Penso che abbiamo fatto la nostra parte quando era necessario. L’azienda – ha aggiunto – ha tutte le risorse e le intelligenze per progettare la prossima fase di crescita. È motivo di orgoglio che il presidente degli Stati Uniti vincoli il rilancio di un settore dell’economia ad un progetto che vede Fiat come protagonista».

Mossa azzeccata, quella americana, anche per l’uomo che aveva portato la General Motors a Torino. «L’intesa con Chrysler è un’intelligente mossa tattica che consentirà alla Fiat di presentarsi con una carta in più al tavolo delle trattative per una grande alleanza con un produttore europeo come Peugeot o Bmw» ha sottolineato Paolo Fresco, presidente della Fiat dal 1998 al 2003. Secondo Fresco, «in realtà la Chrysler è messa ancora peggio di Gm, però ha individuato questa opzione Fiat che le permetterà, se andrà in porto, di avere una via di sviluppo senza dover investire dei capitali».

L’unica nota stonata in una giornata di grande entusiasmo arriva da Standard & Poor’s che ha tagliato i rating di Fiat, portando quello a lungo termine a «junk» (spazzatura). Il rating a lungo termine è stato abbassato a BB+ da BBB-, mantenendolo sotto osservazione con implicazioni negative, mentre quello a breve termine è stato ridotto a B da A-3 ed è stato rimosso dal «Credit watch». Ma Marchionne guarda già avanti.

Fonte: ilsole24ore.it

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