Ibrida si, ma in miniatura, ecco l’arma segreta Fiat

Scritto da Bobby on apr 23, 2009 | Lascia un commento

Doppio salto mortale nei progetti Fiat: la prossima e attesissima Topolino sarà disponibile anche in versione ibrida. La rivelazione di questo segretissimo progetto Fiat è del mensile Quattroruote che nel numero oggi in edicola svela i dettagli su tutta l’operazione. “La macchina – spiega Mauro Tedeschini, direttore della rivista – sarà piccola ed è davvero a un passo dal debutto perché fa già parte della futura strategia del gruppo Torinese: il suo lancio è stato già inserito nella relazione di bilancio”.

Insomma ora abbiamo qualche elemento in più per capire perché la task force messa in campo da Barack Obama per trovare partner a GM, Ford e Chrysler in grado di aiutare i tre colossi ad uscire dalla crisi abbia salutato l’arrivo della Fiat nelle trattative come un’opportunità da non perdere. Non è quindi solo il motore MultiAir a bassissimo consumo, il diesel MultiJet, i piccolissimi turbo benzina ad alta efficienza o il fatto che la Fiat abbia in gamma tante auto compatte con motori piccoli ed economici ad aver fatto innamorare gli americani: c’è molto di più.

Per capire il discorso basta guardare come è fatta questa piccola ibrida: il segreto sta tutto nel cambio automatico a doppia frizione che ingloba al suo interno un piccolo motore elettrico, con batterie di nuova generazione agli ioni di litio e la possibilità di ricarica plug-in, ovvero da una presa di corrente. Sembra solo un prodigio della miniaturizzazione ma nasconde un enorme vantaggio: quello di poter montare questo sistema ibrido su qualsiasi macchina con grande facilità (subito è prevista la 500 ibrida), sia in fase di progettazione che di montaggio.

I vantaggi però non finiscono qui: rispetto ai sistemi ibridi proposti da Toyota e Honda questo della Fiat funziona a meraviglia anche su macchine molto piccole, con ovvi vantaggi sul fronte della riduzione di costi e, soprattutto, di consumi. Ironia della sorte, tocca proprio alla Fiat battere i giapponesi sul loro campo: quello della miniaturizzazione… Nonostante la loro super tecnologia (e la grande esperienza accumuata da anni), i due colossi giapponesi infatti non sono riusciti a montare un sistema ibrido su un’auto compatta: la nuova Insight è in pratica una concorrente di una Golf, mentre la prossima Prius sarà ancora più grande e potente di quella attuale. Per non parlare poi delle colossali Lexus e di altri grossi Suv (l’ultimo in ordine di comparizione è addirittura l’Hummer) ibride in vendita in America. C’è solo un piccolo dettaglio, non da poco: le ibride giapponesi sono realtà da anni. Questo è solo un progetto…

L’annuncio di questa micro-ibrida della meraviglie fa comunque sensazione. “Questa macchina – spiega il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo – è un’occasione che il governo italiano e gli amministratori locali non dovrebbero farsi sfuggire”. “La Fiat – prosegue Airaudo – potrebbe recuperare il ritardo accumulato rispetto ad altre case automobilistiche. Con una domanda sostenuta da commesse pubbliche, l’auto ibrida potrebbe aiutare a colmare il ‘deltà di circa 250 mila auto all’anno prodotte negli stabilimenti italiani della Fiat, che adesso manca per saturare gli impianti. In questo modo – conclude il segretario Fiom – si potrebbero rafforzare, dentro la politica delle alleanze, gli stabilimenti italiani che oggi rischiano di pagare più di altri”.

Anche questo è un segno dei tempi: una volta l’annuncio dell’arrivo di un nuovo modello sarebbe stato commentato da tecnici o appassionati: oggi a muoversi per primi sono i sindacati preoccupati più degli altri di salvaguardare i livelli occupazionali.

Fonte: repubblica.it

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