La Fiat punta sulla Yamaha anche senza Valentino

Scritto da Bobby on giu 07, 2010 | Lascia un commento

Come sappiamo ormai tutti, sabato mattina, nelle prove libere del GP del Mugello, Valentino Rossi è stato disarcionato dalla sua Yamaha M1. Nella caduta ha riportato la frattura scomposta/esposta di tibia e perone della gamba destra. Operato d’urgenza, ne avrà per circa quattro mesi.

E’ innegabile che questo incidente porterà degli squilibri in MotoGP, perchè mancherà, da qui alla fine del mondiale, il pilota più rappresentativo e vincente.

Nella hospitality del Fiat Yamaha Team è stato incontrato Rino Drogo, responsabile brand promotion di Fiat Group, title sponsor della squadra ufficiale che fa correre Rossi e Lorenzo e Tiziana Di Gioia, responsabile delle sponsorizzazioni Fiat. Ad entrambi è stato chiesto se ed eventualmente come cambierà il modo di sponsorizzare la Yamaha, ora che Rossi non potrà gareggiare per il resto della stagione, con una divagazione su una possibile partecipazione del Gruppo Fiat nel Mondiale Rally.

Ecco come hanno risposto alle varie domande.

Questo incidente avrà delle ripercussioni sulla vostra sponsorizzazione?
R.D. “No, continuiamo a sostenere la squadra Yamaha. Ovviamente auguriamo a Valentino la completa guarigione. Questo è il primo nostro desiderio. La stagione continua e l’altro pilota Jorge Lorenzo sta avendo ottimi risultati, per cui per noi è importante che il marchio Fiat continui a essere vincente”.

Nel Motomondiale l’infortunio di Rossi ha creato un allarme: sono molti che si domandano che ne sarà del Mondo della Moto Gp senza Valentino…
R.D. “Mah, è un problema comune di molti sport: è successo lo stesso con Tomba nello sci, nella F.1 dopo l’uscita di Schumacher dal Circus e in seguito al ritiro di Michael Jordan dal basket. È chiaro che la Moto Gp dovrà trovare dentro di sé dei personaggi per sostituire Valentino Rossi. Magari farà fatica nei primi anni, ma per esempio Jorge Lorenzo mi sembra ben avviato a diventare un grande protagonista di questa disciplina”.

Alla fine dell’anno scade il vostro contratto con Yamaha…
R.D. “Sì, l’accordo scade a fine anno, ma le valutazioni le faremo un po’ più avanti. Non c’è una volontà a chiudere, ma non c’è nemmeno una sicurezza di continuare”.

Ma c’è una trattativa in corso?
R.D. “Ne stiamo cominciando a parlare…

All’inizio la scelta di sponsorizzare uno sport come la moto, che era lontano dal mondo automobilistico, era il tentativo di trovare un’affinità con un pubblico più giovane quando abbiamo iniziato a lavorare in Moto Gp con la Yamaha la scelta era è caduta proprio sul marchio Fiat con l’intenzione di svecchiare l’immagine”.

Un segno di cambiamento che pare sia stato capito dalle nuove generazioni…
R.D. “Siamo molto soddisfatti di come questa sponsorizzazione è stata veicolata. C’è stato un abbinamento perfetto e i risultati ci danno ragione. L’unione di Fiat e Yamaha è stata un successo, ma certamente molto del merito di questa operazione va a Valentino, al fatto che è un pilota italiano e un vincente. Un marchio italiano di successo è entrato in contatto con un pubblico più giovane e con una delle icone di successo del “Made in Italy” nel mondo quale è Rossi”.

Beh, avete scelto bene il comunicatore…
R.D. “Noi ci siamo abbinati alla Yamaha e, quindi, siamo sponsor della Yamaha e non direttamente di Valentino. Questa cosa ha funzionato sicuramente perché Rossi è un uomo di grandissina comunicatività e che ha una visibilità mediatica straordinaria. È un uomo che sta alla MotoGp come Michael Schumacher dei tempi d’oro della Ferrari stava alla F.1”.

Il costo contatto della sponsorizzazione con Yamaha è molto basso…
R.D. “Rispetto alla F.1, per fare un esempio, i valori sono molto diversi, la Moto Gp ci ha dato la possibilità di comunicare con strumenti diversi. Oggi attraverso Yamaha possiamo usare moltissimo internet, un canale di comunicazione che sta crescendo di giorno in giorno. Non ci sono più solo la televisione, la carta stampata e le interviste, anche con internet si fao in modo che il costo contatto sia molto più basso di qualsiasi altra sponsorizzazione”.

Si può sapere qual è l’ordine di grandezza della sponsorizzazione Fiat-Yamaha rispetto alla possibile partecipazione ufficiale nel mondiale rally…
R.D. “Ah, il rapporto è di uno a dieci, anche perché l’investimento per entrare nel mondiale rally sarebbe molto più alto. Noi ne siamo usciti da tempo e non abbiamo ancora deciso se rientrare oppure no, perchè i regolamenti non sono chiari, così come i possibili ritorni”.

Eppure la Fia ha puntato sulle vetture Super2000, una categoria che era stata sposata dalla Fiat dall’inizio…
R.D. “Sì è vero perché quella è una categoria che porta a correre vetture derivate dalla grande serie, ma bisogna valutare il ritorno di un investimento nel mondiale rally per una stagione: è sicuramente anti-economico, anche perché la disciplina ha perso la sua visibilità mediatica televisiva e non può competere con la F.1 o la Moto Gp. Purtroppo ha perso di importanza”.

Fra i grandi costruttori la Fiat è stata fra i primi ad avvicinarsi ai social network: è il segno più evidente di cambiamento importante, dopo che per anni era stata percepita come un’azienda paludata…
T.D.G. “Il salto non lo abbiamo fatto solo con la Moto Gp, ma anche sponsorizzando gli sport estremi con il nostro Fiat Free Style Team che probabilmente non ha molta visibilità a chi è un po’ più tradizionalista. Eppure quell’iniziativa ci ha dato un grande risultato, andando a interessare un target di persone che prima non ci considerava”.

Certo non si è dimenticato il lancio della Cinquecento sul web nel 2007…
T.D.G. “Quella fu un’operazione straordinaria che nessuno aveva mai fatto prima sul web. Noi forse siamo molto più innovativi rispetto a quello che forse appare all’esterno. Oggi siamo credibili con i giovani e abbiamo dei contenuti esclusivi essendo riconosciuti come sponsor della Yamaha e stiamo usando questi nuovi canali con grande soddisfazione”.

Si è generato un contatto solido con le nuove generazioni, ma non solo…
T.D.G. “Sono due anni che lavoriamo sui social network e quest’anno lo stiamo facendo con molta più grinta: il motivo non è arrivare solo ai giovani, visto che oggi hanno accesso al social network tutti quelli che si spostano e hanno un cellulare, un iPhone o un Nokia. Siamo riusciti a creare una forte community a prescindere dai risultati sportivi: siamo noi stessi che facciamo scoprire delle anteprime sulla squadra e sveliamo il dietro le quinte di un evento Moto Gp. Così si alimenta la passione rispondendo alle aspettative della gente”.

Per esempio?
T.D.G. “La foto di Jorge Lorenzo che chiacchiera con gli amici nell’hospitality, è un modo per far vivere ai fan che non c’è solo la pista, ma anche la vita che ruota intorno alle prestazioni. E così emergono i rapporti fra le persone, le relazioni di vita e non solo di lavoro. Fiat, quindi, diventa il canale che crea questa community in continua espansione: ci scrivono da tutto il mondo e l’interesse c’è anche quando non si vince”.
Fonte intervista: omniauto.it

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