Marchionne su Opel: «L’interesse rimane, ma non dipende soltanto da noi»

Scritto da Bobby on giu 05, 2009 | Lascia un commento

L’ad di Fiat: «Tecnicamente la partita non è chiusa. Vedremo. Su Chrysler invece stiamo ancora lavorando»

Dopo le analoghe dichiarazioni del ministro per lo sviluppo Economico Claudio Scajola e di quello dell’Economia Giulio Tremonti arriva la conferma del primo protagoniosta della vicenda Fiat-Opel. «L’interesse rimane, non dipende da noi». Così l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se c’era ancora un interesse per la Opel da parte del Lingotto. «Tecnicamente – ha aggiunto riferendosi alla trattativa in corso – non è chiusa. Vedremo. Su Chrysler invece stiamo ancora lavorando». «Il comunicato di venerdì – ha aggiunto poi Marchionne – era assolutamente chiaro». «Per ora non serve» ha poi detto l’amministratore delegato di Fiat rispondendo, ai giornalisti che gli chiedevano informazioni sull’utilizzo della linea di credito bancaria nelle operazioni di acquisizioni internazionali in cui il Lingotto è impegnato.

GOVERNO – «Il governo italiano, con tutto quello che si è detto, ha fatto quello che doveva fare. È stato lontano da questo problema – ha commentato – e deve continuare a stare lontano fino a quando il progetto non si concretizza» ha spiegato ancora Marchionne che ha poi precisato che la Fiat ha chiesto «al governo tedesco di dare sei miliardi di finanziamento o perlomeno di appoggio e di garanzie alla nuova entità». «Credo – ha detto l’amministratore delegato della Fiat – che sia un sistema di garanzia che deve essere creato dal governo tedesco insieme ad altri governi europei. Quindi lo spazio per il governo italiano di giocare quella partita là c’è. Se l’operazione non va in porto – ha ribadito Marchionne – non c’è nessuna necessità di farlo. Credo che il governo si sia comportato bene, io non avrei fatto nient’altro». Marchionne ha anche detto che «questo è un anno politico in Germania». «Le scelte razionali e industriali – ha aggiunto l’ad di Fiat – non si possono fare in campagna elettorale. L’Opel così come è messa non sta in piedi molto bene, ha una debolezza strutturale che è preoccupante. Ci vuole un intervento. Non so quanto rimane per l’autunno se non si mette mano ad una organizzazione in maniera precisa». Marchionne ha spiegato che «Opel è sempre stata collegata al sistema americano». «Il sistema americano – ha concluso – ha i suoi problemi da gestire. Opel non è mai stata da sola».

FRENATA SUL SUDAMERICA – Sull’interesse della Fiat alle attività sudamericane nella Gm, l’ad ha sostenuto che «il progetto non è andato da nessuna parte. Abbiamo aperto una discussione con Gm e a loro non interessa, quindi è ormai fuori perimetro».

PEUGEOT – «Non parliamo di francesi, tra americani e tedeschi abbiamo già abbastanza da fare» ha aggiunto Marchionne. «Abbiamo contatti con tutti – ha spiegato – Psa sono anche nostri soci con cui abbiamo attività in comune ma non abbiamo nulla in corso». Secondo Marchionne, «tutto è possibile». «Per il momento però – ha commentato Marchionne – non c’è nulla da dire».

GM E BREVETTI – Intanto il quotidiano tedesco «Handelsblatt» ha reso noto che General Motors vuole fare pagare a Magna, la società di componentistica austro-canadese con la quale è in via di definizione l’accordo per aggiudicarsi la sua controllata europea Opel, diversi miliardi di euro di diritti per utilizzo di brevetti. «Handesblatt» ha calcolato che Opel dovrebbe pagare alla sua vecchia casa madre quasi 6,5 miliardi per utilizzare tali brevetti. Inoltre, aggiunge il quotidiano, le azioni privilegiate che Opel deve dare a Gm per 200 milioni e il pagamento di 300 milioni, fanno salire a 7 miliardi il totale che la Magna dovrà versare.

Fonte: corriere.it

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