Marchionne rifà il look a Chrysler

Scritto da Bobby on ago 18, 2009 | Lascia un commento


Vaglia di persona ogni messaggio pubblicitario, sceglie i top manager valutandoli in base all’opinione dei dipendenti di rango più basso, mette in competizione fra loro i diversi marchi dell’azienda e prepara lo sbarco in America dei motori ecologici Fiat Multiair: è questo l’identikit dell’amministrazione delegato di Chrysler, Sergio Marchionne, tracciato dal magazine Business Week al fine di descrivere le novità in arrivo da Detroit.

«A Marchionne piace delegare ma c’è un’area che tiene salda nelle sue mani ed è il marketing» scrive il settimanale economico, raccontando che fra le prime decisioni prese dopo l’arrivo alla guida di Chrysler vi è stata quella di partecipare agli incontri con la società pubblicitaria Bbdo per vagliare personalmente ogni singola inserzione. Il fine è trasmettere una nuova immagine delle macchine prodotte, combinando il meglio di Fiat nel settore delle auto piccole con i fuoristrada, i pick-up e i minivan di Chrysler. L’attenzione di Marchionne per la pubblicità si spiega anche con l’atteso arrivo sul mercato Usa di un prodotto destinato ad andare incontro alla voglia del pubblico americano di fare acquisti ecocompatibili, ovvero la tecnologia Multiair capace di far risparmiare alle vetture il 25% del carburante, riducendo le emissioni nocive di almeno il 10% senza rinunciare alla potenza del motore. Multiair debutterà sui modelli MiTo dell’Alfa Romeo e forse anche sulle 500 di Fiat in autunno ma si tratta di una tecnologia destinata anche ad essere trasferita negli impianti di Chrysler appena riaperti dopo il veloce passaggio attraverso la bancarotta. Da qui l’importanza dei nuovi manager di Chrysler, che Marchionne ha selezionato in gran parte fra i quadri interni (solo 3 su 23 vengono da Fiat) con un metodo che ha fatto scalpore: chiedendo l’opinione del personale con qualifiche più basse. Convinto del legame fra capacità di leadership e stima dei sottoposti, Marchionne ha personalmente chiesto ad oltre cento funzionari di medio e basso livello chi avrebbero voluto vedere nel ruolo di manager e poi ha tratto le conclusioni di questo sondaggio nominando al vertice personaggi come Peter Fong, che prima era il responsabile delle vendite negli Stati a metà della costa atlantica ed ora è il ceo del marchio Chrysler. L’altra novità sta nel fatto che i principali rivali da cui Fong deve guardarsi sono i suoi stessi colleghi perché Marchionne ha trasformato ogni singolo marchio in una società separata al fine di favorire una competizione interna fra Chrysler, Dodge e Jeep sull’assegnazione delle risorse a disposizione.

Al tempo stesso ogni ceo ha però anche responsabilità nella gestione dell’intera azienda: il ceo di Chrysler è il capo delle vendite mentre quello di Dodge guida il settore del marketing. A conferma della crescente importanza che intende assegnare ai funzionari di medio livello, Marchionne ha azzerato cariche vetuste, chiedendo a ogni dipendente di diventare protagonista della catena di comando, avanzando idee e progetti utili per l’azienda. Per alcuni dei dipendenti intervistati da Business Week il risultato già ottenuto è stato nell’infondere «maggiore energia». L’intento di Marchionne è rivitalizzare un gruppo che negli ultimi nove anni ha cambiato tre proprietari, ha i bilanci in rosso e per risollevarsi ha bisogno di togliersi «una mediocrità che uccide questo tipo di industria» come lo stesso Ad ha detto parlando ai dipendenti, con uno sfoggio di filosofia darwiniana: «Ci è stata data incredibilmente una seconda opportunità per ripensare ogni cosa che facciamo, non ve ne sarà una terza».

Fonte: lastampa.it

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