Parliamo di amplificatori: le classi
L’amplificatore è il cuore pulsante di ogni impianto stereo che si rispetti, infatti ad esso è affidato il compito di prendere il segnale audio dallo stereo, amplificarlo e “ripulirlo” per poi mandarlo alle casse.
Gli amplificatori si dividono in varie classi a seconda del modo in cui lavora un transistore. Tra le più importanti ci sono le classi: A, B, AB, C, D.
- La classe A viene normalmente utilizzata per amplificare un segnale con una bassissima distorsione, perché il transistore viene fatto lavorare a riposo sulla metà della linea diagonale della retta di carico. Forse l’unico svantaggio che si riscontra in una classe A è l’elevata quantità di calore da dissipare a causa del continuo assorbimento di corrente da parte del transistore, anche in assenza di segnale. Per questo motivo la classe A non permette di ottenere in uscita da uno stadio finale delle potenze elevate, ma gli audiofili la preferiscono ugualmente per la sua bassa distorsione.
- Per far lavorare un transistore in classe B occorre polarizzare la sua base in modo che il suo punto di lavoro si trovi sul limite inferiore della sua retta di carico. La classe B presenta il vantaggio di fornire in uscita delle potenze elevate , anche se con una notevole distorsione.
Continua a leggere l’articolo per saperne di più sulle classi AB, C e D
Per riuscire ad ottenere sull’uscita di uno stadio finale la elevata potenza di un classe B senza che risulti presente la non gradita distorsione di incrocio, si usa la classe AB. Il principale vantaggio offerto dalla classe AB è quello di riuscire a prelevare in uscita un’elevata potenza facendo assorbire ai collettori dei transistori una corrente irrisoria in assenza di segnale. Dissipando a riposo una minima corrente , i transistori riscaldano molto meno rispetto ad uno stadio finale in classe A, quindi è possibile ridurre le dimensioni del dissipatore. La classe AB viene normalmente utilizzata per realizzare degli stadi finali di potenza Hi-Fi.
- La classe C non viene mai utilizzata per amplificare dei segnali di bassa frequenza perché, anche se si riescono ad ottenere in uscita delle potenze elevate, il suo segnale ha una notevole distorsione.
- Grazie all’introduzione di un circuito di amplificazione “switching” di tipo digitale, l’amplificatore in classe D riesce a produrre un’efficiente amplificazione del segnale con un basso consumo ed una minima emissione di calore , senza soffrire degli inconvenienti tradizionali di questa tecnologia ( risposta in frequenza limitata, distorsione di crossover ed emissione di radio disturbi). Questa classe viene utilizzata solo per amplificare i subwoofer.
















grande faffo ottima news
quella in foto non è la mitica 500 del vecchio utente manu#132?? Non l’aveva venduta?
I classe D si usano anche in fullrange, e alcuni classe D non hanno nulla da invidiare ad molti ampli classe AB e A…manca la classe T…ma comunque per il resto bella spiegazione
beh qui si parla in linea generica…di che classe D parli che si puo paragonare ad un AB /A????