Sergio Marchionne interviene al Salone di Ginevra

Scritto da Bobby on mar 04, 2009 | Lascia un commento

L’AD Fiat critica Moody’s e chiede più equità a Bruxelles

Non solo automobili, ma anche tutto ciò che gli gira intorno. Il Salone di Ginevra è l’occasione di presentare nuove idee sia sotto forma di modelli e prototipi, che di opinioni. E’ il caso dell’Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, che ha approfittato della vetrina svizzera per dire chiaramente che cosa pensa degli incentivi varati dal governo, delle polemiche sugli aiuti di Stato fermentate a Bruxelles e delle analisi di mercato di Moody’s.

Gli incentivi sono “una misura strutturalmente necessaria per rinnovare il parco circolante”, ha detto Marchionne, che sull’andamento di mercato del Gruppo Fiat non ha dubbi: “Gli ordini stanno aumentando. Il prodotto nostro è azzeccato e ideale per questo mercato. 500, Panda e Punto sono macchine ottime”. L’impegno del governo Berlusconi nel settore dell’auto è “molto sentito” dal numero uno del Lingotto che ha ringraziato “perché hanno fatto un grandissimo lavoro e un impegno simile non si può ignorare”.

Sugli aiuti di Stato un appunto da fare, secondo Marchionne, c’è. Le manovre dell’Eliseo a sostegno dell’industria francese hanno ottenuto il via libera da Bruxelles dopo essere state esaminate perché sospettate di protezionismo. “Ci stiamo mettendo in un campo di dislivelli totali – ha commentatoMarchionne – C’è la tranquillità di uno che può avere 3 miliardi di aiuti per quanto riguarda la gestione di questa crisi e c’è la Fiat che sta facendo tutto da sola partendo da una crisi strutturale nostra del 2004 molto profonda. Quando i due maggiori produttori francesi ricevono 6 miliardi di finanziamenti dal governo a tassi di interesse non ottenibili dal mercato, la Fiat in queste condizioni è messa con le spalle al muro”, ha detto. “Capisco benissimo l’impegno del governo francese, ma noi continuiamo a guardare quale sarà l’impatto finale alla struttura finanziaria del Gruppo e sulla sua capacità di competere. Non possiamo fare a botte con le mani legate dietro la schiena. Gli aiuti devono andare o a tutti o a nessuno”. Un’opinione che l’AD del Gruppo Fiat sostiene da mesi.

“Non sono qui a dire al governo Berlusconi cosa deve o non deve fare – ha aggiunto – ma deve riconoscere che questo è un problema che si è creato nei mercati e che deve essere risolto, non può essere lasciato così. Capisco bene l’impegno dei francesi. Ma ora comincia anche la Germania, poi l’Inghilterra si sta muovendo per aiutare Jaguar e Land Rover. Adesso basta. Come produttori di auto non possiamo ignorare tutto questo. Spero che ci lascino tutti a piedi, tutti da soli per competere”.
Per uscire dalla crisi l’auspicio resta dunque quello di un coordinamento europeo. Anche le Case automobilistiche però dovrebbero fare la loro parte. Da qui l’esplicito appello lanciato a Ginevra da Marchionne: “Invito i miei colleghi e gli altri amministratori delegati a riconoscere il problema e a sedersi attorno a un tavolo per risolverli”.

Rguardo infine a Moody’s, il manager ha chiesto maggior coerenza. La società di rating nei giorni scorsi aveva abbassato la valutazione del merito di credito del Lingotto e poi aveva sostenuto che il cash di Fiat a fine 2008 (pari a 3,9 miliardi di euro) non fosse sufficiente al fabbisogno dell’anno. “Sono disposto a fargli vedere un po’ di numeri”, ha replicato l’Amministratore Delegato. “Sono opinioni loro. È la stessa agenzia che si è rifiutata di riconoscere il risanamento della Fiat e le è bastato che il mercato girasse per cambiare opinione. La cosa importante da capire è che Fiat nell’anno non perderà soldi. Fiat è probabilmente una delle società più capitalizzate e senza debiti a fine 2008″.

Fonte: omniauto.it

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