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Discussione: Abarth...un po' di storia

  1. #1
    Redattore L&L
    L'avatar di GianJack

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     GianJack non è in linea
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    Cool Abarth...un po' di storia

    Visto il successo della "cattivissima" nuova 500 Abarth, è doveroso ripercorrere un po' la storia di questo mitico Marchio.
    Nel lontano 1949 l'ingegnere Karl (o Carlo) Abarth, coadiuvato dal pilota Guido Scagliarini, decide di aprire l'azienda che porta il suo nome, scegliendo come simbolo proprio il suo segno zodiacale, lo scorpione. La ditta specializzata in elaborazioni omonima prende la sede a Torino dove, alla fine dell'anno conta già oltre 30 dipendenti. Partendo proprio dalla liquidazione dalla fallita Cisitalia, dalla quale ottiene alcuni autoveicoli, costruisce una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese. La squadra corse conferma l'intuito imprenditoriale di Abarth che utilizza le vittorie del team come volàno per trainare il fatturato della ditta. Abarth capisce come differenziare la sua officina rispetto alle altre e comincia a commercializzare kit per l'elaborazione della propria vettura che possono acquisire potenza e velocità molto superiori rispetto alle vetture di serie. Il primo prodotto è proprio il kit di trasformazione del comando cambio della mitica "topolino". La invenzione che pero'renderà celebre il marchio dello scorpione è quella legata all'impianto di scarico dell'auto. Le marmitte così elaborate acquisiscono un suono più potente, oltre a migliorare ampiamente le prestazioni. Altri prodotti Abarth saranno le pompe acqua e i gruppi collettori. Abarth troverà nel prolifico settore delle marmitte e delle elaborazioni la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. È proprio del 1951 la presentazione delle vetture 204A e 205A. Quest'ultima, una berlinetta da corsa, al salone dell'auto di Torino riscuote un buon giudizio dalla critica specializzata e dal pubblico. Ma è la 1500, venuta alla luce nel 1952, a dare all'officina di Abarth la massima visibilità: il coupé a due posti, 3 fari frontali di cui uno centrale, la linea aggressiva e avvenirisitica fanno di questo modello un pezzo unico, presto acquistato da un produttore americano Packard di Detroit. Ancora una volta si confermano le doti di Abarth, in perfetto equilibrio tra capacità di marketing e quella imprenditoriale. Anche la nuova 1100, lanciata da Fiat nel 1953, rappresenta per la Abarth la possibilità di creare ulteriore valore da un mezzo esistente. Proprio in quell'anno i risultati aziendali danno ragione ad Abarth: 70 dipendenti, esportazioni al 10% del fatturato totale, quasi 50.000 marmitte prodotte. Intanto, l'attività agonistica continua con l'elaborazione di una ferrari 166 mille miglia, su cui vengono applicati dei blocchi di alluminio per diminuirne il peso .E' del 1955, però, la grande intuizione di Abarth di rielaborare una fiat 600 per ricavarne una piccola sportiva, la mitica 750gt. Questa vettura rappresenta il gioiellino con cui la Abarth definisce il nuovo standard delle vetture rielaborate. La vettura infrange diversi primati alla Mile Miglia e a Monza. Lo stesso risultato verrà ottenuto nel 1958 quando sulle 500, rielaborate dai carrozieri Zagato e Pininfarina, Abarth decide di intervenire. Di lì a poco uscirà la vera e propria 500 Abarth, con impianto di scarico della ditta e carburatori Weber. La vettura stupirà nuovamente tecnici e addetti ai lavori. E'la svolta: Abarth confeziona con Vittorio Valletta, il mitico a.d. della Fiat, un accordo per cui per ogni record o vittoria ottenuto da una vettura Fiat Abarth, Fiat avrebbe corrisposto all'imprenditore un premio in denaro in relazione all'importanza della manifestazione. Le innumerevoli vittorie del marchio negli anni '60 rendono Carlo Abarth un personaggio molto popolare in Italia. Divertente è l'aneddoto per cui Abarth al circuito del Garda del 1962, cui partecipavano solo vetture dello Scorpione, raccomanda ai piloti di procedere con sportività e giocandosi la palma del vincitore solo agli ultimi giri. Parole disattese perché pare siano stati frequenti i comportamenti al limite.
    Specializzatosi in elaborazioni sportive di modelli Fiat e nella costruzione, in pezzi a numero limitato, di vetture granturismo, nel 1971 cedette l'azienda alla casa torinese.

  2. #2
    Redattore L&L
    L'avatar di LMPA

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     LMPA non è in linea
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    Che dire lo scorpione è tornato a pungere anche ai giorni nostri
    luca.b@cinquecentisti.com...
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  3. #3
    GTA
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     GTA non è in linea
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    Negli anni 70 la parola d'ordine che circolava fra i veri appassionati di vetture sportive era Abarth o Giannini. Naturalmente, quando si parlava di questi due marchi prestigiosi del passato, il discorso, nel 99 per cento dei casi riguardava le 500 elaborate, sia stradali che da corsa. Le gare in salita vedevano i "mosconi" gareggiare fra loro in maniera fantastica e davvero unica. Quando si arrivava sui campi di gara con le 500 sui carrelli, era una festa, uno spettacolo che non si dimentica più. Quando poi le scendevi a terra per la "punzonatura" e le dovevi mettere in moto per vedere se lo staccabatteria funzionava, non si capiva più nulla. Il rumore che veniva fuori dai quei bicilindrici gruppo 2 faceva tremare le montagne che avevi intorno, ma la cosa che non dimenticherò mai, erano i brividi che ti venivano addosso nel sentire, oltre al rombo eccezionale, l'odore dell'olio di ricino che i motori bruciavano.
    Naturalmente, quelle 595/695 Abarth, quelle 590 Gt/Vallelunga Giannini da corsa, avevano le loro corrispondenti vetture stradali che pochi fortunati possedevano in quegli anni. Le 500 Tv, le 590 GT, le 590 Vallelunga, le 650 NP Giannini, le 595, le 595 SS, le 695 SS e le 695 SS Assetto Corsa Abarth, erano davvero autovetture esclusive che contraddistinguevano il vero appassionato di auto dalla massa. E quando ti trovavi al Bar con gli amici ed arrivava qualcuno in Porsche 911, in Alfa Romeo Gt o in Lancia Fulvia, non ti sentivi assolutamente inferiore a nessuno di loro perchè avevi la 500 elaborata. Non tunning come ai tempi di oggi, ma preparata maggiormente nel motore e nell'assetto, con quelle due canne al posteriore che emettevano un rumore da "grande" e quella strumentazione a più quadranti a cui faceva capo un volante Personal o Nardi in pelle o legno.Che tempi, miei cari ragazzi. E oggi, a vedere il rumore che sta facendo la nuova 500, in tutte le sue versioni e la Abarth 135/160 cv per i veri cultori dell'automobile, vi dico davvero che non ce n'è più per nessuno. La stella Abarth è tornata a brillare più che mai. Peccato che la Giannini, ormai, ha del tutto messo da parte qualsiasi velleità sulla nuova 500.

  4. #4
    Abarthista
    L'avatar di antera.500

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     antera.500 non è in linea
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    Karl abarth .... Un mito .

  5. #5
    Abarthista
    L'avatar di antera.500

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     antera.500 non è in linea
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    .. nei primi anni 60 e precisamente nel 1964 il primo pilota a trinfare con una 595 fu Franco Patria a Monza , la storia della 500 Abarth è molto affascinante perchè nelle varie città italiane c'erano tanti meccanici che le elaboravano ulteriormente , tra i più famosi vi erano Adolfo Romani , Leo Garavello che ideò un sistema di iniezione meccanica della benzina , Romeo Ferraris che ancora oggi è preparatore ufficiale Abarth . Il parmese Baistrocchi riuscì nella messa a punto di un particolare motore che l'Abarth rese disponibile nel 1971 che aveva la testa radiale ed erogava potenze superiori ai 50cv .
    Anche in una piccola regione come la Basilicata ci furono ottimi meccanici come Magnella , naturalmente come tutte le cose c'era la "concorrenza" Giannini e su Potenza vi era una officina in via Vespucci alle spalle di Viale Dante che lavorava alla grande ... il proprietario sfoggiava una bellissima 590 Giannini di colore bianco 233 e strumentazione convergente con tachimetro a 170km/h ..... Gta conosci ?

    Il resto è una storia .... che vi racconterò piano piano !!!!

  6. #6
    Cinquecentista neofita
    L'avatar di Toivonen

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     Toivonen non è in linea

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    mi piacerebbe sapere,ovviamente non lo dico in riferimento a nessuno della discussione presente,il perchè per questo rilancio fiat si sia fossilizzata a livello di immagine sull'abarth di karl...

    perchè dal 1972 in poi fino agli anni 90,comincia una seconda fase che personalmente ritengo abbia nulla da invidiare(io la ritengo sicuramente superiore) alla prima di karl...ovvero quella dell'abarth come reparto corse ufficiale prima di fiat,poi di lancia e alfa,infine del gruppo....

    il 124 abarth
    il 131 abarth
    la 037
    la s4
    le delta gruppo a dalla hf4wd del 1987 alla Evoluzione del 1992
    la 155 gta superturismo
    la 155 v6 ti del dtm
    le 500 trofeo
    e se vogliamo anche le auto marchiate n technology,che altro non era che una riorganizzazione coadiuvata da nordauto di abarth,quindi tutte le 156 vittoriose nel superturismo,e le punto da rally

    un dominio totale ed assoluto in ogni ambito in cui l'abarth si sia cimentata...

    per non parlare il travaso tecnico sulla serie(oggi il controllo elettronico della wg è uno standard),di slanci sperimentali( ecv ed ecv2),di auto stradali meravigliose...

    evidentemente in fiat dimenticano in fretta

  7. #7
    Cinquecentista
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     Le_Roix non è in linea
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    Che dire? Emozionante!
    >_
    Le_Roix on (un file not found col mio vecchio profilo twitter, aggiorno a breve con il mio profilo google plus)

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