La mia osservazione è nata considerando che sono abbastanza spesse.
Comunque non coprono bene tutta la carrozzeria...
Chissà quante ne bozzano quando le caricano/scaricano dai treni/bisarche...e nessuno lo saprà mai.
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La mia osservazione è nata considerando che sono abbastanza spesse.
Comunque non coprono bene tutta la carrozzeria...
Chissà quante ne bozzano quando le caricano/scaricano dai treni/bisarche...e nessuno lo saprà mai.
però vicino la ka no..................
Bielsko-Biala
bird's eye sull'impianto [wikipedia]
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...oland_2007.jpg
questo pare essere il milionesimo SDE (small diesel engine) prodotto a Bieslko-Biala
http://bi.gazeta.pl/im/7/6354/z6354047X.jpg
motori pronti per essere spediti
http://img.naszemiasto.pl/grafika2/n...5_1_d_8779.jpg
http://www.super-nowa.pl/img/111/28783.jpg
Come ho già scritto in precedente, ho lavorato alla Nedcar in Olanda, facevo i ritocchi prima della messa in parcheggio, prima della spedizione, già li facevo una quarantina di ritocchi, a turno, poi prima della spedizione venivano ancora controllate è anche li facevano i ritocchi, perciò non vi meravigliate se dopo il transporto fino al concessionario ne capitava di tutti i colori è il conce fà ancora dei ritocchi, ma non spaventatevi non era su tutte le macchine che succedeva :fischio::fischio: in tutte le fabbriche di auto è così
Un servizio fotografico stupendo.
Grazie.
Per carità, non dicevo che tutte le auto escono bozzate causa trasporto, però parecchie vengono ritoccate, come detto giustamente da te, senza che il futuro proprietario venga mai a sapere nulla.
Secondo me, se capita un incidente, tipo cadono dal treno perchè un vagone deraglia (è successo a Udine, danneggiate una decina di Golf...), vengono riparate e consegnate al cliente senza problemi.
Ma il motore SDE è il 1.3 M-jet??
Bellissimo articolo tratto da www.repubblica.it
TYCHY - Non sono giorni tranquilli per la fabbrica Fiat di Tychy, Polonia meridionale. C'è da tenere il passo con l'esplosione del fenomeno 500, tuttora in fase di lancio sui vari mercati europei. Ma non solo. Ci sono anche da fare i conti con una Panda che fa registrare una domanda ancora altissima. Pur avendo ormai passato i quattro anni di vita continua ad essere la piccola più venduta in Europa.
E occorre cominciare ad attrezzarsi per la produzione (per conto della Ford) della nuova Ka, che come noto con la 500 è stata sviluppata in parallelo. Produzione che dovrà partire di qui a un anno.
Ma già adesso le linee di Tychy girano a pieno ritmo, tre turni di lavoro per sei giorni alla settimana: dall'inizio dell'anno sono state assunte seicento persone, in aggiunta alle 1500 entrate in organico dopo che, nel 2003, è partita la produzione della Panda. E che hanno portato il totale della forza lavoro vicino a quota quattromila.
Insomma, la fabbrica è sotto pressione, ma Zdzislaw Arlet, direttore dell'impianto, mostra una calma olimpica: "Qui nessuno corre", dice con un pizzico di orgoglio, mostrando l'attenzione dedicata dai "suoi" operai alle operazioni di assemblaggio della nuova 500. "Perché questa fabbrica si è conquistata il World Class Manufacturing 2007, è stata giudicata la migliore dell'intero gruppo Fiat per la qualità dei suoi prodotti. E tale deve restare. Anzi, deve migliorare di continuo: se ne sono accorti in pochi, ma in fondo siamo un po' giapponesi anche noi".
Difficile accettare l'idea di una fabbrica polacca che dia lezioni di qualità, soprattutto per noi che (almeno industrialmente parlando) siamo sempre un po' convinti che i soli capaci di produrre automobili ben fatte siano tedeschi e giapponesi. Ma il fatto è che qui siamo in Slesia, in una fetta di Polonia che storicamente un po' tedesca lo è: lo si capisce anche dall'ordine che regna nel tessuto urbano, dalla pulizia che si vede per le strade.
E poi, è una terra dove la produzione industriale non è cominciata dopo la caduta del Muro, e che non è stata impoverita di manodopera dalla disperata corsa all'emigrazione che ha spopolato altre aree del Paese. "La gente che lavora in questa fabbrica è abituata alla disciplina, pensa a fare le cose bene, con metodo, e non a interpretare le procedure a modo proprio", conferma Enrico Pavoni, Ceo di Fiat Polonia, che da queste parti ci ha passato trent'anni "sicché non deve sorprendere che l'assorbimento di concetti come il kaizen (la metodologia giapponese di miglioramento continuo, passo a passo, che coinvolge l'intera struttura aziendale) qui, sia stato più semplice che altrove".
Il kaizen che la Toyota ha insegnato a tutto il mondo, a Tychy è di casa ormai da un decennio, ha iniziato a trovare applicazione quando ancora si producevano Cinquecento e Seicento. Tanto che i miglioramenti ai cicli di lavoro e alle operazioni di montaggio introdotti su suggerimento degli operai si contano ormai a migliaia. Ma se i processi si aggiornano e la qualità migliora (e senza che i costi esplodano) è anche perché da qualche tempo la fabbrica ha adottato le regole del Six Sigma, il sistema di ottimizzazione dei processi e di eliminazione della "non qualità" nato in Motorola e divenuto ormai una sorta di emblema di modernità industriale. Una metodologia di natura statistica, apparentemente banale, ma che ha mostrato risultati prodigiosi nelle aziende che l'hanno applicata.
Insomma, i punti di forza di Tychy vanno ben oltre la conclamata convenienza economica dei Paesi dell'Europa dell'Est, non si fermano a salari medi (sugli 800 euro mensili) che pure restano ben distanti da quelli di casa nostra: continuano con una produttività ben testimoniata dalle 89 vetture all'anno per addetto, una cifra non distante dai valori raggiunti nelle migliori fabbriche giapponesi. Anche tenendo conto che qui lo stampaggio delle lamiere è realizzato in outsourcing, affidato a uno dei 55 fornitori (per un totale di 3900 addetti) che si sono via via insediati nell'area di Tychy. Quelli che assicurano alla Panda e alla nuova 500 un contenuto locale superiore all'80 per cento, compresi i piccoli diesel che vengono dall'altra fabbrica di Fiat Poland, che sorge a Bielsko Biala, poco più di 40 chilometri da Tychy: in pratica, i soli componenti di rilievo che arrivano dalle fabbriche dell'Occidente sono i motori a benzina, i cambi e buona parte dell'elettronica di bordo.
Ma la forza di questa fabbrica sta soprattutto nella qualità di processi che da un lato permettono di produrre automobili con una modesta spesa energetica, dall'altro fanno sì che siano pochissime, non più di cinque ogni cento, le vetture che necessitano di ritocchi a fine linea. Anche oggi che, come si diceva, le linee di produzione viaggiano a pieno ritmo: quella ancora dedicata alla 600 (modello tuttora popolare all'Est, tanto che continuerà a vivere almeno sino al 2009) e quella di Panda e 500.
Quest'ultima sfoggia un'automazione pressoché totale nel reparto di saldatura scocche (che utilizza la bellezza di 384 robot) e un impianto di verniciatura particolarmente flessibile, seguiti da linee di assemblaggio vettura dove, invece, sono ancora molte le operazioni che vengono effettuate manualmente. Ma sempre senza correre, senza dover sostenere ritmi non si dice impossibili, ma neppure affrettati. Anche perché il tutto è accompagnato da una quantità inusuale di stazioni di controllo della qualità, a partire dai sistemi di misurazione laser per la verifica degli accostamenti fra le parti di carrozzeria.
Non si sono scomposti, a Tychy, neppure quando sono arrivati i piani di produzione della 500, che, come è noto, stuzzica i clienti con un'offerta di opzioni insolitamente vasta: varianti e accessori a volontà sia per la carrozzeria sia per gli interni, quelle cose che piacciono tanto ai venditori ma fanno venire il mal di testa a chi deve gestire la produzione. "Nessun problema", risponde Arlet, più tranquillo che mai "abbiamo solo aggiunto un reparto di finitura per le decorazioni estetiche da applicare alla carrozzeria della 500". Dunque, neppure la complicata gamma della nuova piccola Fiat sembra poter rallentare la crescita di Tychy: di qui lo scorso anno sono uscite 308 mila vetture, quest'anno sarà di nuovo record con 325 mila unità.
Tempo un paio d'anni, insomma, e da Tychy potranno uscire 550 mila vetture all'anno. Che ne faranno la fabbrica di automobili più grande in tutta l'Europa dell'Est. E che le consentiranno di contendere a quella brasiliana di Belo Horizonte il primato mondiale all'interno del gruppo Fiat.