Originariamente inviata da
Piadeina
E' un discorso un pò ostico da affrontare xkè si parla di fisica... però ti riporto un ottimo intervento che lessi tempo fa in rete: _angel3_
La centralina percepisce temperatura, pressione e umidità dell'aria, e in base a questi dati "decide" quanta aria miscelare alla benzina iniettata dall'acceleratore, quindi in sostanza si ha in quasi tutte le condizioni una combustione ottimale.
In generale l'aria fredda è meno rarefatta, quindi più fa freddo più comburente è contenuto nell'aria, meno aria viene iniettata insieme alla benzina. Quindi potenza, e soprattutto resa, non cambiano più. La temperatura centrale delle centraline è di circa 10-20°C, ma la gamma di efficienza praticamente perfetta dovrebbe essere -20° +30°C. A seconda del tipo di auto. Ovviamente le scandinave sono perfettamente efficienti anche a -30, mentre le fiat non hanno particolari problemi anche a +40.
Però l'immissione di aria troppo fredda nel motore a volte non gli consente di scaldarsi fino a temperature ottimali di funzionamento (almeno 75°-90°C), per questo motivo, specialmente i motori piccoli, tendono a soffrire un po' il freddo, infatti sulle utilitarie (soprattutto quelle a carburatore) è indicato, in pieno inverno, riparare con un cartone o altro una parte del radiatore, in modo da ridurre la sua superficie radiante. Perché un motore freddo rende molto male. Di solito comunque le auto più problematiche sotto questo punto di vista hanno una regolazione "estate/inverno" sul filtro dell'aria, che consente di scegliere se aspirare aria esterna, o aria proveniente da qualche zona molto calda del cofano.
Per consentire al motore di riscaldarsi anche in condizioni di grande freddo, comunque, la pompa dell'acqua contiene un termostato meccanico che blocca la circolazione del liquido di raffreddamento finché la sua temperatura non supera i 50-60°C. Insomma, finché il motore non è tiepido il radiatore non entra in funzione, così il motore fa in fretta a riscaldarsi dopo un avviamento a freddo.
Caldo estremo invece da il problema opposto, cioè il motore di suo andrebbe benissimo, ma finisce sotto sforzo l'impianto di raffreddamento, che deve continuamente pompare e sventolare un liquido caldissimo e che subisce pressioni notevoli dovute al superamento della temperatura di ebollizione del liquido (che, anche per questo, non dovrebbe essere sola acqua distillata), che è molto più difficile da raffreddare, essendo minore la sua differenza di temperatura rispetto all'aria dell'ambiente. Quindi in estate sono a rischio tutti i vari manicotti del radiatore e la stessa guarnizione della testata.