Link all'articolo completo: Quotazioni usato sotto le aspettative?
La Fiat 500, come altre vetture retrò, modaiole e d’immagine, ha cavalcato l’onda del successo con molte carte a suo favore, una delle quali la minore svalutazione dell’usato rispetto alle concorrenti “popolane” come Fiat Panda, Opel Agila, Toyota Aygo et similia: ma è davvero così?
Nell’ormai lontano luglio 2007 a sentire i concessionari e le testate giornalistiche che sbandieravano i classici paragoni con le due designate concorrenti vintage per antonomasia, come la Mini e la New Beetle, il futuro della 500 era previsto tutto rose e fiori al pari di un “happy ending” fiabesco. C’è da dire però che nessuna auto, per quanto possa essere oggettivamente bella, non sfida le leggi dell’economia e quello che si credeva un assegno circolare su quattro ruote, in realtà si dimostra quello che è: un oggetto come tanti altri, destinato a svalutarsi fino allo zero. Per quello che riguarda la nostra piccola vetturetta, le versioni indubbiamente più appetibili sono state da sempre le 1.2 benzina e 1.3 diesel Multijet a discapito del 1.4 100cv benzina, che seppure sulla carta sembrava essere una piccola bomba e nonostante una discreta diffusione iniziale (le Opening Edition, ricordiamo, erano tutte 1.4), ha fatto un enorme passo indietro a causa dei consumi fuori dall’ordinario e le prestazioni per niente esaltanti.
Pochi volumi di vendita quindi, nonché poca richiesta nel mercato dell’usato per gli esemplari esistenti e valutazioni da hard discount se pensiamo che una 1.4 di qualsiasi allestimento dai 2 anni di vita in su vale tanto quanto una 1.2 della stessa età, ma pagata nuova ben € 2.000 in meno. Dati alla mano se per le 500 1.2 e 1.3 la svalutazione nel primo anno di vita è del 31%, attestandosi poi su un onestissimo 10% annuo, per la 1.4 la situazione cambia di molto, perdendo altri 5 punti percentuali che non sono affatto pochi.
Analizzando il valore da nuove e da usate delle concorrenti scelte per il nostro confronto, vedremo che la situazione non cambia poi tanto anche per gli altri costruttori: partiamo con la Toyota Aygo che da una svalutazione iniziale del 30% (il 20% dell’IVA si perde immediatamente) dal secondo anno di vita in poi perde mediamente il 13%, seguono la sorella Yaris con il 39,5% nei primi 12 mesi e un 17,9% annuo più o meno costante, l’Opel Agila (41,9% poi 10,7%), la Fiat Panda con una batosta del 43,5% e un 15% annuo e, sorpresa delle sorprese, la Mini che pur “beneficiando” di una svalutazione annua relativamente bassa (9,9% per le versioni a benzina e 8% per le diesel) nel primo anno di vita perde la bellezza del 45% del suo valore da nuova. Questo ad ennesima riprova che l’acquisto di un’automobile, per quanto prestigiosa possa essere, non è mai un investimento e che se è vero che le auto di alta gamma sembrano svalutarsi di meno rispetto alle altre è pur vero che il loro prezzo di attacco, col relativo sconto commisurato al successo di vendita di tale modello, è di gran lunga più alto.
Foto: Flickr by syndrom



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