Abarth 500C e Ferrari California, le guidi e ti confondi
Se vuoi, puoi buttartelo alle spalle. Il tetto, dico. Somiglianza numero uno. Se vuoi, cambi con le palette dietro il volante. Due. Se vuoi, scegli la modalità “Sport”. Tre. E i cerchi diamantati ci sono sia sull’una sia sull’altra.
Ferrari California, la rossa per tutti e Fiat 500C Abarth, la piccolissima che vuole far divertire tutti. Anche capelli al vento. Sono due oggetti, due cosettine che hanno qualcosa in comune, non la sola appartenenza al medesimo Gruppo. Mi ci siedo e qualcosa non mi sa di nuovo.
Non mi preoccupo più di tanto e accendo il 1.4 T-Jet da 140 cv della Abarth. Non prima di aver lasciato andare indietro il tetto di una delle versioni bicolori specifiche, quella nero-tetto e bianco-gara il resto. Alle prime curve, cerco la leva del cambio fantasma in cima alla consolle centrale. Ah, qui c’è il nuovo cambio elettroattuato con palette. Bene. Due tornanti e voglio di più. Cerco il tasto “Sport” e giù.
La coppia passa da 180 Nm a 206 Nm, lo sterzo s’indurisce e le cambiate sono più secche. Il sound è un’ola che ti segue dal doppio scarico dietro. E, col tetto scoperto, lo si gode di più. Non mi convince, al solito, la posizione di guida. Troppo appesa al volante. Nel bel mezzo dell’inserisci e togli, arrivo al Torque Transfer Control che mette pace al litigio della trazione tra le ruote anteriori. Funziona.
E arriva il ricordo chiaro. Io che litigo col manettino della Ferrari California tra un tornante e l’altro. Il cambio a palette velocissimo, l’orchestra del V8 e la difficoltà a scaricare a terra tutti i cavalli in quelle condizioni con l’elettronica che tagliava ogni volta che abbassavo l’acceleratore. Allora, via tutto. E la Ferrari “per tutti” che ritrova lo spirito giusto e scivola via, curva dopo curva.
Sono là, sono qua, nella 500C. Confondo le cose. Problemi miei, lo so. Perché ci sono numeri differenti. Non solo quelli del listino. Però non mi convinco fino in fondo. Se spesso in passato il Gruppo Fiat ha trattato certe sue auto, le Alfa soprattutto, come tristi miniature low-cost delle Ferrari, qui c’è un salto.
La 500C ha una sua anima autentica, pura, divertente,vera. Alla mia memoria sgangherata, fa tornare in mente la California. Ma non me la fa rimpiangere più di tanto. È più potente lei, mi vien da dire. Nel suo piccolo. Perché estrema, perché senza compromessi. E poi se la miniAston Martin è la Cygnet, allora la 500C può andare in California senza vergognarsene.