Rinnovo i complimenti a Marco, confermando che i principi fisici riportati in queste pagine non sono basati su opinioni personali, ma su rigorose dimostrazioni matematiche e corrispondenti verifiche sperimentali. Dato che sono laureato in Ingegneria Nucleare e che per motivi di lavoro, in qualità di progettista della Stazione Spaziale Internazionale, ho utilizzato questi ed altri principi per i miei calcoli, invito i dubbiosi a credere senza alcun dubbio a quanto Marco e io abbiamo scritto, non già in modo dogmatico, ma perché base della chimica e della fisica. In ultima analisi, dato che l'aria è già costituita per quasi l'80 % da azoto indispensabile per "stemperare" il rimanente 20 % di ossigeno e consentire la respirazione agli organismi viventi, non si vede perché in auto "normali" si debba andare a spendere 5, anche 10 euro a pneumatico per avere azoto puro. L'aggressività chimica dell'aria a pressioni di 2 bar (differenziali) o poco più è pressoché irrilevante e tale non compromettere l'integrità della gomma. Forse, con un dragster in cui le gomme anteriori sono ad alta pressione, potrebbe avere un senso: ma, come ha ricordato Marco, nemmeno più nelle competizioni si adotta l'azoto da solo, ma aria perfettamente asciutta.
P.S. Chi sostiene che la gomma gonfiata ad azoto perda di meno, sbaglia: le "leakage" attraverso una valvola sono un fenomeno difficilmente quantificabile, dipendente da vari fattori quali la pressione nello pneumatico e la viscosità del gas. Dato che viscosità di una miscela azoto-ossigeno risulta superiore a quella dell'azoto da solo, le perdite saranno minori nel caso di un gonfiaggio con aria in quanto inversamente proporzionali alla viscosità stessa, almeno quando si considera un efflusso "laminare" come quello nel cappelletto di una valvola.


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