Questa informazione è corretta, ma va presa facendo delle precisazioni, altrimenti sembra che sia tutto uguale in termini di particolato (posto che quello dei veicoli euro5/6 fappati è comunque piuttosto ridotto rispetto ai diesel di generazioni più vecchie).
Intanto nella frase di parla di PN (Particulate Number), cioè numero di particelle (per unità di volume), e non di massa, e la cosa non è irrilevante quantitativamente. Infatti è vero che ANCHE i motori a ciclo otto (in particolare quelli a iniezione diretta) producono particolato, anche consistente (in numero), tanto che anche sulle vetture benzina più recenti a iniezione diretta troviamo il filtro antiparticolato (diverso da quello dei diesel). Però parliamo solitamente di particolato con una distribuzione dimensionale mediamente più piccolo di quello dei diesel (che produce sia particolato molto fine, ma anche grossolano), ma soprattutto è proprio diverso come origine e tipologia: quello del diesel è tipicamente carbonioso (non solo ma in gran parte), prodotto da una combustione non ideale, almeno localmente. Quello dei benzina no, o comunque molto meno, ancora meno quello delle auto a metano (per le quali la combustione è quasi ideale).
In sostanza, c'è differenza? Si: il problema del particolato carbonioso dei diesel è che non è che faccia male di per se, ma è parecchio cangerogeno principalmente perché si porta dietro, intrappolati, un botto di idrocarburi, spesso aromatici, incombusti (sono loro ad essere tossici). E ne porta dietro tanto più è grosso e con un'ampia superficie per "ospitare" queste sostanze (come fosse una spugna per fare un paragone). Il particolato di un benzina, che esiste senza dubbio, è non solo più fine, ma chimicamente diverso, e soprattutto per le motorizzazioni a gas, difficilmente si porterà dietro idrocarburi pesanti, aromatici o meno, dovuti a combustione incompleta (non che faccia bene respirare polveri in generale, ma se a queste si evita di associare roba particolarmente tossica è meglio).
Poi c'è sempre il discorso NOx, che per un diesel è più o meno un ordine di grandezza superiore ad un benzina, salvo non venga adottato l'SCR, come negli euro6 più recenti, che alla fine rende benzina e diesel sostanzialmente equivalenti (ma ne vale la pena tutto sta cascata di sistemi per abbattere le emissioni?)
Infine c'è anche da considerare il discorso particolato secondario, che si forma in atmosfera per reazioni di alcune sostanze emesse dai veicoli (e non solo), come ad esempio NOx, aerosol organici, ecc., ma che è difficile a imputare a X piuttosto che a Y.
Diciamo che è un discorso parecchio complesso, da comprendere e modellare (infatti c'è una certa variabilità nei risultati dei vari studi). Quello che è certo è che le norme stabiliscono soglie di PN, senza distinguere la composizione del particolato e tenendo conto solo del particolato diretto, e non penso perché siano stupidi, ma perché la norma deve essere ragionevolmente applicabile in modo standardizzato e replicabile



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